Intelligenza artificiale e giustizia: le sfide del D.Lgs. 160/2026
Il D.Lgs. 160/2026 introduce nuove regole sull’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia e nella giustizia e pone questioni concrete sulla tutela dei diritti della difesa. La nota della Giunta e dell'Osservatorio Scienza, Processo e Intelligenza Artificiale
La Giunta e l’Osservatorio Scienza, Processo e Intelligenza Artificiale richiamano l’attenzione, in particolare, sull’uso dei sistemi di riconoscimento biometrico, sulle modalità di accesso della difesa alle informazioni utilizzate dai sistemi di IA e sui limiti derivanti dalla tutela del segreto industriale.
Un nodo centrale riguarda la sorveglianza umana dei sistemi ad alto rischio. Non basta prevedere la presenza di un operatore: il controllo deve consentire di comprendere, verificare e, quando necessario, contestare l’esito prodotto dal sistema.
Per questo assumono rilievo concreto la formazione degli operatori, la conoscenza dei possibili bias, la tracciabilità delle operazioni e la documentazione delle verifiche effettuate.
La nuova disciplina dovrà quindi misurarsi con una questione essenziale: garantire che l’utilizzo dell’IA non riduca la possibilità per la difesa di conoscere, verificare e contestare gli elementi che incidono sul procedimento.
L’innovazione tecnologica può entrare nella giustizia solo insieme a regole chiare, controlli effettivi e garanzie concretamente esercitabili.
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Giunta, Osservatori e Commissioni, Osservatorio Scienza processo e intelligenza artificiale