Intercettazioni nel carcere di Perugia: la Procura non si oppone più alla conservazione delle registrazioni
La Procura ha comunicato di non opporsi alla sospensione della distruzione delle registrazioni dei colloqui tra difensori e assistiti intercettati nel carcere di Perugia, pur ribadendone l’inutilizzabilità processuale. L’Unione delle Camere Penali Italiane rivendica il risultato come frutto delle iniziative intraprese negli ultimi mesi.
La nota della Giunta
Dopo aver chiesto la distruzione delle intercettazioni dei colloqui tra difensori e assistiti nel carcere di Perugia, la Procura dichiara ora di non opporsi alla sospensione delle operazioni sino al completamento degli accertamenti, ferma l’inutilizzabilità delle conversazioni. Lo fa richiamando espressamente, nella memoria depositata il 2 ottobre davanti al GIP, l’intervento del Ministro della Giustizia al question time alla Camera dei Deputati, nel quale ha sottolineato la gravità di quanto accaduto e l’impegno del Ministero per il pieno accertamento dei fatti.
La battaglia dell’Unione delle Camere Penali Italiane comincia a dare i risultati per i quali ci siamo impegnati in questi mesi. Abbiamo sollecitato ripetutamente il Ministro e denunciato con durezza l’eccezionale rilevanza delle violazioni, deliberando due astensioni, la seconda per un’intera settimana. Un’iniziativa che ha trovato seguito nelle interrogazioni dei parlamentari Pierantonio Zanettin ed Enrico Costa e nella presa di posizione del Ministro, cui oggi si richiama lo stesso Pubblico Ministero. Venerdì abbiamo inoltre depositato presso la Procura della Repubblica di Firenze un esposto, chiedendo il sequestro delle registrazioni, proprio per evitarne la distruzione.
Spetterà al giudice decidere all’udienza del 19 ottobre. Confidiamo che, venuta meno anche l’opposizione del Pubblico Ministero alla conservazione delle registrazioni, venga scongiurata la distruzione di materiale necessario a ricostruire i fatti e ad accertare le responsabilità per quanto accaduto.
Gli accertamenti dovranno anche identificare le persone estranee al procedimento i cui colloqui difensivi sono stati illegittimamente intercettati, poiché devono essere informate della violazione subita e poste in condizione di esercitare i propri diritti. L’Unione continuerà a vigilare e ad assumere ogni iniziativa necessaria perché si giunga a fare piena chiarezza sull’intera vicenda.
Roma, 5 ottobre 2026
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Giunta, Comunicati