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La visita della commissione Centri di Permanenza per i Rimpatri al CPR di Gradisca d'Isonzo

Martedì 22 luglio 2026, una delegazione della Commissione Centri di Permanenza per i Rimpatri, composta dagli avvocati Maria Mancioppi, Enrico Miscia, Guia Tani e Gabriele Terranova, ha visitato il C.P.R. di Gradisca d’Isonzo, nell’ambito di un monitoraggio che sta interessando tutti i luoghi dove si esercita il trattenimento amministrativo dei cittadini stranieri irregolari; pubblichiamo il comunicato della Giunta e della Commissione Centri di Permanenza per i rimpatri

La visita, come le altre eseguite nell’ambito dello stesso progetto, che hanno, ad oggi, interessato circa la metà dei C.P.R. distribuiti sul territorio nazionale, era finalizzata soprattutto alla verifica della qualità della difesa e dell’informazioni giuridica apprestata alle persone trattenute, mediante la somministrazione di appositi questionari.

La possibilità di esercitare un controllo significativo sulle modalità del trattenimento e sul rispetto dei livelli minimi di qualità degli ambienti detentivi richiesti dagli standard internazionali è invece purtroppo preclusa dal fatto che il Ministero dell’Interno e le Prefetture, alle quali compete l’autorizzazione all’accesso, per prassi consolidata, non autorizzano mai l’accesso alle aree che ospitano le persone trattenute, ma solo agli spazi comuni, talvolta concretamente coincidenti con i soli uffici del personale addetto alla gestione del C.P.R. e poco più.

L’accesso alle aree detentive, che dovrebbe rappresentare il principale strumento di controllo diffuso su luoghi che sono a massimo rischio di compressione di diritti fondamentali, è consentito solo a pochi soggetti istituzionali che godono di apposite prerogative (il Garante Nazionale delle persone private della libertà personale, i Parlamentari della Repubblica, i Parlamentari europei e i Consiglieri regionali), talvolta osteggiandolo mediante l’imposizione di limiti e preclusioni anche nei confronti di tali soggetti.

L’analisi che sta conducendo la nostra Commissione, quanto agli aspetti direttamente indagati, sarà completata al termine della visita di tutti i luoghi detentivi, sebbene fin d’ora si possa anticipare che sta emergendo un generalizzato quadro piuttosto desolante circa il grado di consapevolezza dei propri diritti da parte delle persone trattenute.

Parallelamente, la stessa Commissione sta eseguendo accessi civici agli atti amministrativi relativi alla gestione dei C.P.R., ricavandone ulteriori importanti informazioni anche rispetto ad altri fondamentali aspetti, come le percentuali ridottissime di trattenimenti che si concludano con il rimpatrio (circa il 10%), che denotano la sicura inutilità dell’istituto rispetto al principale fine normativo dichiarato e rivelano, specularmente, l’illegittimità sostanziale della quasi totalità (circa il 90%) delle compressioni della libertà personale in tal modo giustificate.

La visita a Gradisca d’Isonzo, nonostante le già ricordate modalità di accesso, che hanno consentito alla delegazione di interagire solo con alcune delle persone trattenute, selezionate dagli operatori, ha evidenziato casi davvero significativi che è parso opportuno rendere noti.

É stata registrata la presenza di un giovane, recentemente divenuto padre e pertanto avente diritto all’immediato rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di salute nell’interesse della figlia minore, trattenuto da oltre un mese nel Centro per la difficoltà di fare pervenire all’autorità giudiziaria competente il certificato di nascita della bambina, che è nata in Italia. Altro caso, riguarda invece un cittadino indiano che, pur avendo consegnato il passaporto, sollecitando il proprio immediato rimpatrio, attende da quasi due mesi che sia allestito il viaggio a ciò finalizzato. Un terzo caso riguarda infine un ragazzo trasferito al C.P.R. direttamente dal Pronto Soccorso di un Ospedale, con vistose lesioni diffuse su tutto il corpo, compreso il volto e nondimeno giudicato idoneo al trattenimento, anche a seguito di espressa richiesta di revisione sollecitata da parte dei sanitari della struttura, immediatamente dopo il suo arrivo.

Si tratta di casi puramente esemplificativi, per aspetti diversi, delle enormi criticità che si registrano in quei luoghi, che emergono nonostante l’impenetrabilità che li caratterizza e che evidentemente costituiscono la punta di un iceberg.

Per questo è parso che fosse il caso di soffermarvisi, mentre la nostra indagine prosegue.

Roma, 27 luglio 2026
La Giunta
La Commissione C.P.R.

Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Comunicati, Osservatori e Commissioni, Commissione Centri di Permanenza per i Rimpatri

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