Quando il refuso è peggio del buco
La circolare correttiva del Prap Toscana per aumentare oltre ogni limite la capienza delle celle segna il passaggio da una disonorevole resa a una vergognosa istigazione a violare le regole. La nota della Giunta e dell'Osservatorio Carcere UCPI
L’inevitabile clamore suscitato dalla disposizione del Prap Toscana sulla opportunità di utilizzare letti e materassi ammassati per terra, per aumentare gli spazi nelle celle, e le conseguenti denunce, tra le quali quella della Giunta e dell’Osservatorio Carcere UCPI, hanno indotto l’amministrazione penitenziaria regionale ad un clamoroso dietrofront che, se non riguardasse la carne viva degli esseri umani ristretti in carcere, potrebbe essere qualificata come una mera farsa. La nuova disposizione liquida frettolosamente l'ordine precedente di ammassare i detenuti sul pavimento con un mero "refuso che ha generato un’equivoca interpretazione".
Siamo davvero ben oltre i confini della più fervida fantascienza.
La gestione del collasso carcerario in Toscana ha superato la drammaticità per entrare nel regno del surrealismo burocratico.
A quanto pare, mettere nero su bianco l’ordine di stipare ogni persona in ingresso su materassi posti direttamente in terra, l'uno sopra l'altro, fino all'esaurimento degli spazi, è stato, per il Prap, solo un errore di battitura. Come una doppia sbagliata, una virgola mancata, un accento fuori posto.
Un singolare tentativo di salvare la faccia che, come al solito, si traduce nell’ennesima figuraccia e nella plateale istigazione alla violazione delle regole che governano gli spazi disponibili nelle celle.
Non più quel maledetto refuso che ha rappresentato l'esplicita ammissione di una tortura istituzionalizzata. È bastato, secondo l’amministrazione penitenziaria regionale, eliminare la parola pavimento per pensare di poter recuperare l’onore perduto.
Purché rimanga confermato l'ordine tassativo di aggiungere, comunque, posti letto nelle camere detentive in deroga alle ordinarie capienze d'Istituto, andando persino oltre i limiti determinati dall'Applicativo “15”.
E ciò nonostante sia noto a tutti, magistrati di sorveglianza compresi, che quel software ministeriale calcola lo spazio delle celle sulla planimetria vuota, senza sottrarre l'ingombro degli arredi fissi come letti a castello, armadi e sanitari. Sulla carta, insomma, lo spazio c'è, ma nella realtà si viola sistematicamente la soglia minima calpestabile imposta dall'art. 3 della Convenzione Europea contro i trattamenti inumani e degradanti. Non contento di usare un algoritmo baro, il Prap si spinge oltre, ordinando di stipare gli arrestati negli istituti limitrofi sfruttando ogni capacità ricettiva, fosse anche residua. Tradotto dal burocratese, l’ordine è riempire ogni centimetro quadrato rimasto, ogni singolo buco. Ben oltre la decenza e persino oltre i limiti già alterati dello stesso applicativo informatico, pretendendo poi che siano le Direzioni locali e i Comandanti di Polizia Penitenziaria a dover segnalare tempestivamente la condizione di violazione già autorizzata dal vertice.
Insomma, il pavimento sarà pure scomparso dalla disposizione integrativa, ma la vergogna e lo scandalo rimangono per un refuso che è peggio del buco.
Roma, 16 luglio 2026
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Osservatorio Carcere, Comunicati, Osservatori e Commissioni