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La trasparenza a orologeria del Garante

Sul carcere si apra un dibattito straordinario in Parlamento per approntare interventi non più differibili; la nota dell'Osservatorio carcere 

Finalmente, dopo più di due anni dal suo rinnovo, dopo numerose sollecitazioni, denunzie a mezzo stampa e qualche interrogazione parlamentare, il Garante Nazionale dei diritti delle Persone private della Libertà, con una nota stampa del 19 giugno scorso, ha comunicato di avere trasmesso la relazione, annuale per obbligo di legge, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Ministri della Giustizia e dell’Interno.

Siamo andati a vederla questa relazione, composta da 291 pagine, per capire cosa ha fatto il Collegio del Garante e, soprattutto, cosa intende comunicare ai nostri rappresentanti in Parlamento oltre che all’opinione pubblica.

Peccato, però, che essa riguardi l’attività svolta addirittura nel 2024, ovvero una fotografia sbiadita di una realtà già superata, mentre i numeri e gli eventi critici continuano ad aggravare giorno dopo giorno le condizioni di vita, oramai intollerabili, dei detenuti e degli operatori penitenziari.

Ci saremmo aspettati di più, dopo oltre 24 mesi di fatica, dalla relazione, il cui contenuto è spesso autoreferenziale e affronta, in modo superficiale e per nulla analitico, le criticità riscontrate, le sollecitazioni avanzate e le soluzioni adottate o prospettate.

Né possiamo tacere il nostro radicale dissenso per la mancata pubblicazione sul sito dei rapporti redatti in occasione delle visite effettuate.

Dalla relazione si legge che “tutti gli esiti delle visite — relazioni, atti, interlocuzioni e documentazione acquisita — sono archiviati presso l’Ufficio del Garante, sia in formato cartaceo sia informatizzato, e in taluni casi resi pubblici attraverso il sito istituzionale dell’Autorità, in un’ottica di trasparenza e responsabilità verso la collettività”. Quindi, si snocciolano i dati secondo cui nel 2024 su 189 istituti penitenziari ne sono stati visitati 56 ovvero il 23%, ma sul sito istituzionale si trova pubblicato un solo rapporto: quello relativo al carcere di Brescia “Canton Monbello”.

Eppure, l’art. 3 del codice di autoregolamentazione del Garante prevede, al comma 6, l’obbligo di redazione dei “rapporti relativi alle visite effettuate che vengono trasmessi alle Amministrazioni e resi pubblici” al termine di un periodo di “embargo” – di solito pari ad un mese – durante il quale le amministrazioni sono chiamate a formulare le loro osservazioni, anch’esse oggetto di pubblicazione sul sito.

Nulla di tutto ciò, a parte un post autocelebrativo sui 70.000 km percorsi in auto per il 2024!

Come sia possibile mantenere una tale opacità per un garante che dovrebbe fare della condotta di monitoraggio e di trasparenza sui luoghi di privazione delle libertà la propria mission risulta del tutto incomprensibile.

D’altro canto, meno di due mesi addietro, il Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura (CAT), nel suo VII rapporto sull’Italia, ha manifestato una forte preoccupazione per il fatto che “a fronte di un numero elevato di visite effettuate dal Garante negli ultimi anni, il numero di relazioni pubblicate risulta relativamente esiguo”, tanto da sollecitare il Parlamento ad adottare una procedura di stringente e obbligatoria trasparenza sulle attività di monitoraggio.

Ma il Garante non sembra voler recepire i qualificati moniti che giungono dalle Nazioni Unite o dalle associazioni di settore maggiormente impegnate, costringendo l’opinione pubblica ad accontentarsi di una relazione “stagionata”, creando, così, solo l’apparenza dell’assolvimento dei propri obblighi istituzionali.

A questo punto, proprio per consentire l’apertura di un proficuo dibattito in sede parlamentare sulle gravi condizioni del sistema penitenziario, auspichiamo che i Presidenti di Camera e Senato provvedano a trasmettere la pur scarna relazione ai membri di appartenenza delle rispettive assemblee, per fissare, così, alla ripresa dei lavori, nella prima metà di settembre, una seduta straordinaria parlamentare per discutere e affrontare, con decisioni vincolanti, interventi non più differibili per riportare il sistema penitenziario entro i confini della legalità costituzionale.

Roma, 23 giugno 2026
L’Osservatorio Carcere

Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Osservatorio Carcere, Comunicati, Osservatori e Commissioni

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