Vai al contenuto
Camera Penale di Rimini«Veniero Accreman»

UCPI · Notizie

Nasrin Sotoudeh e Reza Khandan: UCPI aderisce alla call to action promossa da ECBA insieme ad altre 29 organizzazioni internazionali

Dopo il comunicato del 3 aprile scorso, l’Unione delle Camere Penali Italiane rafforza il proprio impegno sul piano internazionale aderendo alla iniziativa promossa dalla European Criminal Bar Association e sottoscritta da altre 29 organizzazioni forensi, associative e della magistratura europee e internazionali.

Dopo la presa di posizione già assunta con il comunicato del 3 aprile scorso, l’Unione delle Camere Penali Italiane ha aderito, insieme ad altre 29 organizzazioni di avvocati, magistrati e giuristi europei e internazionali, alla call to action promossa dalla European Criminal Bar Association (ECBA) - della quale l’Unione è membro collettivo - nell’ambito della Coalizione per la giornata internazionale dell’avvocata e dell’avvocato in pericolo, per sollecitare un urgente intervento delle istituzioni delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea in relazione al nuovo arresto di Nasrin Sotoudeh e alla perdurante detenzione di Reza Khandan.

L’iniziativa segna un passaggio ulteriore rispetto alla doverosa denuncia già espressa da UCPI nei giorni immediatamente successivi all’arresto di Nasrin Sotoudeh. Non si tratta soltanto di rinnovare una solidarietà piena e convinta nei confronti di una delle figure più autorevoli dell’avvocatura dei diritti umani, ma di chiedere in modo corale che la comunità internazionale assuma una responsabilità concreta di fronte a una vicenda che investe direttamente l’indipendenza della professione forense e la tutela dello Stato di diritto.

La dichiarazione promossa da ECBA richiama infatti, da un lato, il nuovo arresto di Nasrin Sotoudeh, avvenuto - secondo quanto riportato nel documento - nella notte tra il 1° e il 2 aprile 2026 presso la sua abitazione di Teheran, con sequestro dei dispositivi elettronici e trasferimento in un luogo, allo stato, non ancora reso noto; dall’altro, la perdurante detenzione del marito Reza Khandan, ristretto dal 13 dicembre 2024 nel carcere di Evin in relazione alla sua pacifica attività di difesa dei diritti umani.

Questa nuova iniziativa internazionale consente di collocare la vicenda nel suo quadro più ampio: quello di una crescente pressione nei confronti degli avvocati indipendenti e dei difensori dei diritti umani, colpiti non per fatti violenti o pericolosi, ma per il loro ruolo pubblico, per la loro parola critica e per la loro funzione di tutela dei diritti fondamentali. In questo senso, il caso di Nasrin Sotoudeh e Reza Khandan interroga non soltanto le autorità iraniane, ma anche la capacità delle istituzioni internazionali di reagire in modo chiaro, tempestivo ed efficace quando ad essere colpita è la libertà della difesa.

La call to action ricorda che gli standard internazionali impongono che gli avvocati possano esercitare la propria funzione senza intimidazioni, ostacoli, molestie o ritorsioni, e senza essere identificati con le cause difese. Su tali basi, i firmatari chiedono la immediata chiarificazione del luogo di detenzione e dello status giuridico di Nasrin Sotoudeh, il pieno accesso a un difensore di fiducia, ai familiari e alle cure mediche eventualmente necessarie, soffrendo di problemi al cuore, la sua immediata liberazione e la liberazione di Reza Khandan, nonché la cessazione di ogni forma di persecuzione e intimidazione nei confronti di avvocati e difensori dei diritti umani in Iran.

L’adesione di UCPI si colloca in piena continuità con il percorso già intrapreso e conferma che la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza dell’avvocatura non può arrestarsi alla sola testimonianza di vicinanza. Occorre che le istituzioni internazionali interpellate traducano questo appello in iniziative pubbliche e diplomatiche concrete, e che l’avvocatura organizzata continui a mantenere alta l’attenzione su vicende che toccano il nucleo stesso della giurisdizione democratica. Difendere Nasrin Sotoudeh e chiedere la liberazione di Reza Khandan significa, oggi, difendere la possibilità stessa che il diritto continui a rappresentare un argine all’arbitrio del potere.

Roma, 13 aprile 2026
La Giunta
L'Osservatorio Avvocati Minacciati
L'Osservatorio Europa 

Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Comunicati, Osservatorio Europa, Osservatori e Commissioni, Osservatorio Avvocati minacciati

Tutte le notizie dell'Unione