La liberazione dell’Imam di Torino dal CPR di Caltanissetta e il rispetto della funzione del giudice
La nota della Giunta UCPI
Abbiamo appreso dagli organi di stampa della vicenda che ha riguardato Mohamed Shahin, Imam della moschea di S. Salvario, a Torino, tornato in libertà dopo 21 giorni di detenzione nel Centro per il ripatrio di Caltanissetta dove si trovava, in seguito ad un decreto di espulsione firmato dal Ministro Piantedosi.
La liberazione è avvenuta per effetto di un provvedimento della Corte d’Appello di Torino, che, a seguito del riesame presentato dai legali dell’imam, ha rivalutato l’iniziale convalida del trattenimento, ritenendo che Shahin non dovesse essere considerato persona pericolosa.
Successivamente all’intervento della magistratura, stando alle notizie apparse sui media, alcuni esponenti della politica sarebbero intervenuti per criticarne l’operato, parlando, addirittura, di “invasione di campo”, di “toghe irresponsabili, di “decisione incomprensibile”, di “sentenze vergognose”.
A prescindere dal merito della vicenda, oggettivamente grave, ciò che ci interessa sottolineare è che la Corte d’Appello, in questo caso, ha esercitato la propria funzione giurisdizionale a presidio della libertà personale, che non può essere compressa in forza di un provvedimento amministrativo, se non in via di urgenza, ma necessita sempre di una disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nessuna invasione di campo, quindi, ma l’esercizio legittimo della funzione, che l’art. 13 della Costituzione riserva all’autorità giudiziaria, che, sola, con atto motivato, può disporre la privazione o la compressione della libertà personale.
Riteniamo, quindi, di dover intervenire affinchè sia sempre assicurato il rispetto dei ruoli e delle funzioni in un paese liberale e democratico, dove la separazione dei poteri costituisce una garanzia per tutti i cittadini e dove, come già più volte abbiamo affermato, la funzione giurisdizionale si possa svolgere libera da pressioni o condizionamenti indebiti.
Roma, 17 dicembre 2025
La Giunta
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Giunta, Comunicati