Osservatorio Ministeriale IA: seconda riunione su sperimentazione, disciplina e organizzazione dell’uso dell’IA negli uffici giudiziari
Il 1° dicembre 2025 si è tenuta la seconda riunione dell’Osservatorio Permanente per l’uso dell’Intelligenza Artificiale negli uffici giudiziari. L’Unione ha partecipato ai lavori focalizzati su sperimentazione, regolamentazione e organizzazione dell’impiego dell’IA nel settore giudiziario, alla luce della recente legge 132/2025. L’Osservatorio ministeriale conferma il monitoraggio costante sull’impatto dell’IA nella giustizia, garantendo la centralità del giudice e la tutela dei diritti delle parti.
A seguito della convocazione dell’Osservatorio Permanente per l’uso dell’intelligenza artificiale del 28 novembre 2025, si è tenuta in data 1° dicembre la seconda riunione, alla quale ha nuovamente partecipato, per l’Unione delle Camere Penali, il componente di Giunta Andrea Cavaliere su delega del Presidente Petrelli, per discutere la sperimentazione, la disciplina e l’organizzazione dell’uso dell’IA negli uffici giudiziari, in riferimento alla legge 132/2025 recentemente approvata.
All’incontro hanno preso parte: la dott.ssa Bartolozzi, Capo Gabinetto del Ministero della Giustizia (che ha convocato la riunione), rappresentanti della Presidenza del Consiglio, il Presidente e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, i direttori delle agenzie governative per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e per l’Italia Digitale (AgID), un rappresentante del CSM, nonché il Presidente del CNF e rappresentanti delle Camere Civili, di AIGA e del Consiglio Nazionale del Notariato.
Durante la riunione è stato ribadito che l'impiego dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia deve avvenire nel pieno rispetto della normativa vigente e basarsi esclusivamente su dati certificati. L’obiettivo primario è quello di fornire un supporto all’intelligenza umana, senza alcuna intenzione di sostituire la figura del giudice o di limitare la creatività giurisprudenziale. A garanzia della sicurezza, è stato assicurato che tutti i sistemi di IA opereranno su server localizzati in Italia, escludendo qualsiasi trasferimento di dati all’estero. Su questo punto, il Ministero ha ottenuto rassicurazioni scritte da parte di Microsoft.
Si è discusso di come l’IA possa accelerare significativamente la ricerca giurisprudenziale e assistere nella redazione di testi. Tuttavia, è stato sottolineato con forza che ogni risultato prodotto da tali strumenti deve essere sottoposto a un rigoroso controllo umano. Di conseguenza, la formazione di magistrati e avvocati assume un’importanza fondamentale per assicurare un utilizzo corretto, consapevole e critico delle nuove tecnologie. Le sperimentazioni in corso hanno inoltre evidenziato come le capacità di predizione automatica dei sistemi attuali siano ancora limitate.
Un punto cruciale del dibattito ha riguardato la necessità di distinguere tra dati verificati e non verificati. È emerso che la certificazione delle fonti normative e giurisprudenziali è realizzabile in contesti controllati, permettendo di garantire la coerenza dei risultati e di ridurre il rischio di errori o “allucinazioni” da parte dei sistemi. In tale contesto, è stato affermato che gli archivi ufficiali, come Italgiure, devono rimanere un patrimonio condiviso tra magistratura e avvocatura e che Italgiure, in quanto banca dati certificata, diventerà la fonte ufficiale dell’intero sistema.
Sono state illustrate le sperimentazioni condotte presso le Corti di Appello di Bari e Catania, dove sono state valutate l’efficacia di prompt complessi, la gestione del ragionamento giuridico e le strategie per la riduzione delle allucinazioni. Per evitare la frammentazione dei sistemi, è stata decisa una centralizzazione basata sulla piattaforma Copilot, al fine di garantire uniformità e un controllo ministeriale.
A partire dal mese di gennaio, ogni magistrato avrà a disposizione il sistema Copilot e verranno vietate sperimentazioni con altre piattaforme.
Per quanto riguarda l’accesso agli strumenti, è stato concordato che questo potrà essere esteso anche all’avvocatura attraverso convenzioni già esistenti, come quella per Italgiure. L’obiettivo è garantire una piena simmetria informativa e strumentale tra magistratura e avvocatura, prevenendo disparità nell’accesso ai dati giuridici e giurisprudenziali.
Infine, sono stati delineati i prossimi passi. Si procederà con la centralizzazione e la razionalizzazione dei sistemi di IA in uso e con il monitoraggio continuo delle sperimentazioni. Saranno coinvolte la Scuola della Magistratura e le Università per definire percorsi di formazione tecnica e deontologica. Verrà inoltre avviato un programma di sperimentazione ministeriale centralizzato, con partenza dalla Corte di Cassazione.
La Giunta
Roma, 1° dicembre 2025