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UCPI · Notizie

L’Ufficio del Garante dei detenuti si riappropri del proprio ruolo

L’auspicio che l’Ufficio del Garante si riappropri, al netto di pericolose derive ideologiche, del proprio ruolo di salvaguardia e garanzia dei diritti fondamentali dei detenuti.
La nota della Giunta

Con la nota del 25 giugno scorso, redatta unitamente all’Osservatorio carcere dal titolo “il Garante necessario”, avevamo sottolineato come l’intervista rilasciata a “Il Manifesto” dal Prof. Mario Serio a seguito della rinuncia di alcuni difensori ai mandati conferiti dal Garante, lasciasse trasparire prese di posizione ideologiche dei singoli componenti dell’Ufficio, antitetiche con la natura e l’identità stessa dell’organo. Appariva altresì singolare che il “Garante Nazionale dei diritti delle Persone private della Libertà” avvertisse la necessità di stilare un comunicato per auspicare la sua partecipazione in giudizio a sostegno delle ragioni dei detenuti.

La vicenda ha assunto contorni intollerabili dopo la presa di posizione dei Colleghi.

Il 30.5.2025 l’Avv. Michele Passione informava l’Autorità di garanzia della sua volontà di rimettere i mandati difensivi nei processi per tortura (San Gimignano, Firenze Sollicciano, SMCV, Verona, Reggio Emilia) nei quali era costituito parte civile su mandato rilasciatogli dal GNPL, nella precedente ed attuale composizione. Detta decisione, doverosamente anticipata al Collegio, era motivata da puntuali, articolate e documentate ragioni, talune delle quali inerenti alla scarsa collaborazione ricevuta nello svolgimento dell’attività difensiva, altre concernenti il ritenuto difetto di iniziative istituzionali alle quali il GNPL è tenuto.

A fronte della rinuncia ai mandati motivata dall’inattività dell’organo di garanzia rispetto alle prerogative di tutela dei detenuti, l’Ufficio del Garante il 21.7.2025 decideva di adire l’organo disciplinare forense, avendo ravvisato nella diffusione data da organi di informazione a quanto sopra indicato il venir meno del dovere di segretezza e riservatezza (art.13) e dei doveri nei rapporti con gli organi di informazione (art.18). La lettura delle doglianze del GNPL restituisce il senso di una malintesa concezione dell’alto ruolo che spetterebbe esercitare all’Autorità di garanzia.

In data 7 novembre 2025 il Consiglio Distrettuale di Disciplina forense per il Distretto della Corte di Appello di Firenze, riunito in Sede di adunanza plenaria, ha deliberato l’archiviazione dell’esposto presentato dal Dott. Riccardo Turrini Vita nei confronti dell’Avv. Michele Passione.

Davvero singolare che un organo di garanzia possa dolersi di inconsistenti violazioni di regole deontologiche nel mentre si assiste in silenzio al disastro penitenziario, inadempiente all’obbligazione istituzionale di riferire al Parlamento.

L’auspicio è che l’Ufficio del Garante si riappropri, al netto di pericolose derive ideologiche, del proprio ruolo di salvaguardia e garanzia dei diritti fondamentali dei detenuti, colmando quel vuoto di tutela icasticamente rappresentato dalle attuali condizioni di vita inumane e degradanti e dal numero di suicidi nelle carceri.

Roma, 21 novembre 2025
La Giunta