I Palazzi di Giustizia non sono casa di nessuno se non del popolo italiano
Presentando a Napoli l'evento sulla giustizia ed il comitato per il no l'ANM ha rivendicato la proprietà dei tribunali. La nota della Giunta
Con quel “CASA NOSTRA” ripetuto tre volte nell’aula la magistratura associata ci ha regalato uno straordinario slogan per il SÌ. Quelle parole scandite descrivono infatti quella stessa visione proprietaria della giustizia che sta alla base del rifiuto della riforma della separazione delle carriere. Quelle parole sono il segno di un pericoloso arroccamento corporativo che danneggia l’immagine stessa della intera magistratura. L’ANM ha infatti con ciò offerto la più efficace rappresentazione del pensiero che ne guida le scelte di politica giudiziaria: la convinzione che i luoghi della giustizia appartengano alla magistratura e non ai cittadini. Quelle parole pronunciate in un luogo simbolo dello Stato sono risuonate come una vera e propria rivendicazione di proprietà. Ma i palazzi di giustizia non sono la “casa” dell’ANM né dei magistrati: sono la casa del popolo italiano, in nome del quale la giustizia viene amministrata. Ma, proprio questa ostentata chiusura corporativa, costituisce il miglior argomento a favore della riforma, che mira invece a restituire parità fra le parti del processo e rispetto della Costituzione.
Rivendicando quel principio di proprietà, l’ANM ha organizzato in una sede istituzionale che, al contrario, dovrebbe rimanere neutrale, una iniziativa di evidente natura propagandistica, volta a sostenere una posizione di parte nel dibattito sulla riforma dell’ordinamento.
Preoccupa per questo che l’ANM abbia deciso di rilanciare questo genere di iniziative, annunciando un nuovo evento nazionale nell’aula delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, un luogo che, più di ogni altro, dovrebbe restare al riparo da ogni iniziativa di parte. Proprio perché siamo certi che questa non sia la voce di tutta la magistratura e che non possa essere questo il modo corretto di intendere il ruolo della giurisdizione ci auguriamo che le alte istituzioni del Paese vogliano intervenire affinché non si offenda ulteriormente la neutralità e la sacralità dei luoghi nei quali quella funzione si esercita nel nome di tutto il popolo italiano.
Roma, 20 ottobre 2025
La Giunta
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Giunta, Comunicati