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Camera Penale di Rimini«Veniero Accreman»

UCPI · Notizie

L' UCPI in sostegno della CP di Napoli

La logica dell’efficientismo non può mai prevalere sul rispetto delle garanzie difensive e sui principi del giusto processo, che rappresentano conquiste civili e costituzionali non negoziabili per nessun difensore.
La solidarietà dell’Unione alla Camera Penale di Napoli

 

GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE

Delibera del 14 ottobre 2025

 

La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane,

preso atto

della delibera adottata dalla Camera Penale di Napoli in data 3 ottobre 2025, con la quale è stata proclamata l’astensione dalle udienze penali nei giorni 14, 15, 16 e 17 ottobre 2025, a seguito della grave compressione del diritto di difesa e delle garanzie difensive nel processo attualmente in corso presso il Tribunale di Napoli nei confronti dell’ipotizzato “clan Moccia”, procedimento che ha suscitato un vasto clamore mediatico,

esprime

piena e convinta solidarietà alla Camera Penale di Napoli, condividendone integralmente le motivazioni e riconoscendo la legittimità e la necessità dell’iniziativa assunta a tutela dei principi fondamentali del giusto processo e della parità delle parti, e ulteriormente

osserva

che l’accelerazione imposta dal provvedimento della Presidenza del Tribunale partenopeo al processo in questione, lungi dal rappresentare un modello di efficienza organizzativa, finisce per tradursi in una violazione sostanziale dei principi costituzionali del contraddittorio e della difesa effettiva, cardini irrinunciabili del processo penale di tipo accusatorio;
che la scelta di esonerare i componenti del Collegio giudicante dalla trattazione di tutti gli altri procedimenti, anche monocratici, al fine di concentrare, in via quasi esclusiva, l’attività giudiziaria sulla celebrazione del suddetto processo, rischia di produrre una paralisi almeno parziale della giurisdizione penale, con rinvii prolungati  e l’inevitabile conseguenza di creare, di fatto, imputati e persone offese con diritti differenti fra loro, nel caso di processo mediaticamente non accattivante;
che l’imposizione di ritmi processuali tanto serrati - tre o quattro udienze settimanali - rende in concreto impossibile ai difensori esercitare con dignità e completezza il proprio mandato, precludendo loro anche la possibilità di colloquiare con i propri assistiti detenuti in tempi ragionevoli ed adeguati rispetto all’attività istruttoria svolta la mattina e da svolgere il giorno seguente, azzerando di fatto il diritto al controesame del teste di accusa. Criticità aggravata dalla già nota situazione del carcere di Poggioreale, dove da mesi si registrano gravissime difficoltà nei colloqui, dovute sia alla cronica carenza di personale della Polizia Penitenziaria, sia al persistente e drammatico sovraffollamento.

ribadisce

con forza che la logica dell’efficientismo non può mai prevalere sul rispetto delle garanzie difensive e sui principi del giusto processo, che rappresentano conquiste civili e costituzionali non negoziabili per nessun difensore.

L’Unione delle Camere Penali Italiane richiama pertanto l’attenzione delle istituzioni giudiziarie e dell’opinione pubblica sulla necessità di non sacrificare, sull’altare di una produttività priva di contenuti, i diritti di difesa e la dignità della funzione dell’avvocato, che nel processo penale si colloca su un piano di assoluta parità con la pubblica accusa, in quanto presidio irrinunciabile delle libertà individuali.

Roma, 14 ottobre 2025

Il Segretario Rinaldo Romanelli Il Presidente Francesco Petrelli