A due anni dal 7 ottobre 2023, nella incrollabile convinzione della forza del diritto
L’Osservatorio Avvocati Minacciati, a distanza di due anni dai tragici fatti del 7 ottobre 2023, condanna la violazione dei diritti fondamentali in atto nella striscia di Gaza e chiede la protezione degli operatori della giustizia.
Dai tragici attacchi terroristici del 7 ottobre 2023, continuano a giungere da Gaza, da Israele e dai Territori Occupati, notizie di morte e distruzione.
Dalla nefandezza degli attacchi di Hamas, si è passati alla ingiustificata reazione di Israele che, ancora una volta, ha visto (e vede) come principali vittime i civili, nessuno escluso.
Urge un quotidiano impegno degli Stati e delle loro società civili, in tutte le loro componenti, a porre il proprio veto politico e di coscienza a questa sistematica violazione dei diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza, in spregio del diritto internazionale anche nella gestione degli aiuti che a quella popolazione dovrebbero poter arrivare senza “se” e senza “ma”.
Tra le vittime, naturalmente, anche la Giustizia e il Diritto di Difesa.
L’Osservatorio Avvocati Minacciati, a distanza di due anni dai tragici fatti del 7 ottobre 2023, condanna la violazione dei diritti fondamentali in atto nella striscia di Gaza e chiede la protezione degli operatori della giustizia.
E’ fatto noto da tempo (grazie a una tempestiva indagine condotta da Margaret Satterthwaite, Relatrice speciale sull'indipendenza dei giudici e degli avvocati, ed Irene Kahn, Relatrice speciale sulla libertà di espressione e di opinione, esperti delle Nazioni Unite dell’Ufficio dell’Alto Commissario dei Diritti Umani) che l’esercito israeliano, nell’immediatezza dell’attacco terroristico di Hamas, ebbe a bombardare la sede locale della Palestine Bar Association, distruggendone gli archivi, facendo saltare nei mesi successivi anche il Tribunale di Gaza. E’ ovvio che la distruzione dell'infrastruttura giudiziaria ha un preciso significato dato che "il diritto a un processo equo e l'accesso alla giustizia richiedono infrastrutture adeguate e una protezione efficiente per tutti gli attori dell'amministrazione della giustizia, così come per i fascicoli e la documentazione”, come dice l’Alto Commissario ONU.
Preoccupanti, poi, sono subito apparse le notizie, già contenute nel medesimo rapporto sopra indicato, di attacchi ad avvocate ed avvocati israeliani, compresi palestinesi con cittadinanza israeliana, che si sono opposti all’intervento militare o che hanno parlato in difesa dei diritti dei palestinesi, così come allarmante è il sempre maggior rischio dell’uso strumentale dell’azione disciplinare nei confronti delle avvocate e degli avvocati della Israeli Bar Association.
Altrettanto allarmanti, perché minano l’indipendenza, sono risultate le dichiarazioni, di rappresentanti politici e governativi, che hanno qualificato come “nemici interni” alcuni giudici, che avevano disposto la scarcerazione di detenuti palestinesi.
Se, come sappiamo, anche nel quotidiano lo stato di diritto è a rischio, possiamo solo immaginare quali siano le pressioni e le forzature patite in tempi di guerra e quali siano i rischi che corrono gli avvocati, che, indipendentemente dalla loro appartenenza o nazionalità, ispirano la loro azione professionale alla salvaguardia dei diritti e del diritto di difesa.
A due anni dal 7 ottobre 2023, nella incrollabile convinzione della forza del diritto. Tutto il resto è crimine e sopruso.
Roma, 7 ottobre 2025
L'Osservatorio Avvocati Minacciati
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Comunicati, Osservatori e Commissioni, Osservatorio Avvocati minacciati