L’indipendenza della magistratura dalla politica
Assistiamo ormai da tempo ad un impegno politico diretto della magistratura, per cui non ci stupisce che a tutti i livelli, e al di fuori dei contesti istituzionali, si intervenga nella campagna referendaria perdendo di vista quelli che dovrebbero essere i confini della sobrietà e dell'indipendenza degli stessi vertici della magistratura.
La nota della Giunta a seguito dell’iniziativa organizzata dal Partito Democratico, certamente assimilabile più a un comizio di partito che ad un ciclo di vere audizioni.
Assistiamo ormai da tempo ad un impegno politico diretto della magistratura, per cui non ci stupisce che a tutti i livelli e al di fuori dei contesti istituzionali, si intervenga nella campagna referendaria perdendo di vista quelli che dovrebbero essere i confini della sobrietà e dell'indipendenza degli stessi vertici della magistratura.
L’idea delle audizioni da parte del Partito Democratico è, con tutta evidenza, lo strumento attraverso il quale veicolare contenuti propagandistici, posto che sia alla Camera che al Senato sono stati compiuti ampli cicli di audizioni, nell’ambito dei quali l’ANM, così come l’UCPI e tutti i più vari soggetti accreditati, hanno espresso le proprie posizioni e le eventuali critiche al disegno di legge di riforma Costituzionale. Ciò senza considerare che anche il CSM ha licenziato ben due pareri, uno di maggioranza e uno di opposizione, che hanno analizzato sotto ogni profilo ogni comma ed ogni singola riga del testo in corso di approvazione. Solo ipotizzare, dunque, la necessità di un ulteriore contributo tecnico per la comprensione e la valutazione della riforma è, chiaramente, una forzatura, per veicolare, al contrario, messaggi politici.
Convocare per delle audizioni solo coloro che, per svariati ragioni, avevano già dato dimostrazione di comprovata e totale contrarietà alla riforma è una ulteriore dimostrazione della finalità dell’iniziativa.
Non stupisce poi, purtroppo, che a ciò si presti l’Associazione nazionale magistrati, che a parole afferma di non volersi schierare sul piano politico al fianco dei partiti di opposizione, mentre di fatto, anche in questo caso, si pone proprio al fianco del PD insieme alla CGIL. E, infatti, il presidente dell'Anm ha, ad esempio, affermato che la riforma costituzionale della separazione delle carriere 'indebolisce l'indipendenza di tutti i magistrati attraverso il progressivo allontanamento del PM dalla giurisdizione', mentre è esattamente l'opposto: l'istituzione di un Consiglio Superiore dei pubblici ministeri aumenta le garanzie di indipendenza del PM rispetto al presente. Al contrario allontana la giurisdizione dall'influenza dei PM, non solo garantendone l'indipendenza interna, ma realizzando una effettiva terzietà dei giudici. Sono i cittadini a pagare oggi la iniquità di un sistema che vede le Procure al centro della giurisdizione e la figura del giudice emarginata dal processo.
Appare, poi, del tutto inopportuna la partecipazione della Presidente della Corte di Cassazione a questo rituale certamente assimilabile più a un comizio di partito che ad un ciclo di audizioni, nemmeno previste in questa fase di terza lettura della riforma.
Non è affatto vero che la riforma non migliora la giustizia del nostro Paese, perché la terzietà dei giudici davanti alle parti costituisce una precondizione per avere un processo equo e decisioni giuste ed autorevoli. Temiamo invece che la 'difesa dei valori comuni messi in discussione dalla modifica della Costituzione' di cui parla il presidente Parodi, sia la difesa del 'correntismo' cui si devono gli scandali ed i guasti irreparabili della storia recente e meno recente della magistratura nel nostro Paese.
Roma, 9 settembre 2025
La Giunta
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Giunta, Comunicati