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UCPI · Notizie

Le conclusioni non sorprendenti della Corte di Giustizia sui migranti, e l'incomprensibile mancata tutela contro il sovraffollamento delle carceri italiane

La nota della Giunta a seguito del pronunciamento della Corte di Giustizia UE.

La Corte di Giustizia UE, come da UCPI subito prospettato, decidendo sulle questioni rimesse dal Tribunale di Roma, ha riaffermato il principio del diritto a un ricorso effettivo e la centralità dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta europea, chiarendo che gli Stati membri possono definire autonomamente la lista dei Paesi sicuri. Ma tale designazione, deve fondarsi su fonti accessibili e restare sempre soggetta al controllo del giudice da svolgersi nel contraddittorio tra le parti. È sempre possibile per il migrante contestare l’inserimento di un Paese nella lista e per il giudice verificare la fondatezza della scelta. Le scelte legislative non possono sottrarsi a limiti e controlli quando sono in gioco diritti fondamentali. Tali conclusioni non sorprendono, poiché proprio su tali principi si fonda lo Stato di diritto. Ciò che risulta sempre più incomprensibile è come, al contrario, nessuna tutela sia riconosciuta alle persone detenute nelle carceri italiane in condizioni di sovraffollamento, inumane e degradanti, né da parte della politica, né da parte della magistratura che, come risulta ancora una volta evidente, a seguito del pronunciamento della Corte di Giustizia, avrebbe gli strumenti per intervenire.   Roma, 2 agosto 2025    La Giunta