La roadmap presentata dalla Commissione UE per consentire un accesso legittimo, proporzionato e rispettoso delle garanzie procedurali ai dati
La Commissione europea ha presentato, in data 24 giugno 2025, una tabella di marcia che delinea l’iter da seguire per garantire che l’accesso ai dati da parte delle autorità di contrasto alla criminalità nell’ambito dell’UE sia efficace e legittimo; pubblichiamo il documento dell'Osservatorio Europa
La Commissione europea ha presentato, in data 24 giugno 2025, una tabella di marcia che delinea l’iter da seguire per garantire che l’accesso ai dati da parte delle autorità di contrasto alla criminalità nell’ambito dell’UE sia efficace e legittimo. La tabella di marcia in questione è frutto del lavoro svolto nell’ambito del “ProtectEU”, strategia interna dell’UE, presentata dalla Commissione Europea al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni, il 1° aprile 2025.
L’esecutivo della UE ha invitato gli Stati Membri a partecipare alla discussione della tabella di marcia nel corso del Consiglio informale Giustizia e affari interni (GAI) che si svolgerà il 22 e 23 luglio.
Si tratta di un dibattito cruciale per lo sviluppo della cooperazione giudiziaria in materia penale nella UE che va però accompagnato da una attenta vigilanza della società civile e della avvocatura penalista affinché il rafforzamento delle capacità di indagine non avvenga a scapito dei diritti fondamentali e delle garanzie irrinunciabili del giusto processo.
L’introduzione al documento di roadmap della Commissione ricapitola i presupposti da cui l’attività della Commissione ha preso le mosse e, specificamente, le linee guida della strategia “ProtectEU” che ha sancito il principio secondo cui la sicurezza sia da considerarsi la pietra angolare su cui tutte le libertà fondamentali poggiano. In questo senso, la Commissione ricorda come la democrazia, lo stato di diritto, la tutela dei diritti fondamentali, il benessere dei cittadini europei, nonché la competitività e la prosperità, derivino tutti dalla capacità di Unione e Stati Membri di garantire un certo standard di sicurezza, nel rispetto dei diritti e delle libertá fondamentali.
Secondo la Commissione UE la protezione dei cittadini europei giustificherebbe e renderebbe impellente, pertanto, la necessità di mettere in condizioni le Autorità di pubblica sicurezza e l’Autorità giudiziaria di avere e utilizzare gli strumenti adeguati all’attività di tracciamento di attività illecite, di identificazione dei sospetti autori di queste ultime, nonché di smantellamento dei network criminali. Nel rapporto SOCTA 2025 curato da Europol (Serious and Organised Crime Threat Assessment) si legge che le più gravi e allarmanti forme di criminalità sul territorio dell’Unione - quali terrorismo, criminalità organizzata, frodi telematiche, narcotraffico, abusi sessuali su minori ed estorsioni a sfondo sessuale attuate con il mezzo telematico – hanno in comune tutte la capacità di lasciare dietro di sé una qualche “impronta digitale”.
Quest’oggi l’85% delle investigazioni si affida alle prove elettroniche, come dimostrato dall’aumento esponenziale, tra l’anno 2017 e l’anno 2022, delle richieste di accesso ai dati rivolte ai providers.
Benché a livello investigativo si siano registrate evoluzioni e successi, alcune prove e fonti di prova cruciali per le indagini in ambito penale rimangono ancora spesso di difficile accesso a causa di una pluralità di fattori, quali: il ritardo dei service providers nel fornire i dati richiesti, compatibilmente con quanto richiesto dagli obblighi in materia di privacy e accesso ai dati personali; la difficoltà generata dal conflitto tra legislazioni di sistemi e giurisdizioni diverse, poiché paesi diversi hanno legislazioni e regolamentazioni estremamente variabili e diverse tra loro rispetto all’accesso ai dati, rendendo difficile la possibilità di ottenere dati conservati all’estero; l’impossibilità di recuperare i dati da devices sequestrati in indagini penali perché talvolta le operazioni informatiche forensi sono difficili se non del tutto impraticabili; l’impossibilità di leggere le informazioni necessarie perché i dati sono criptati e quella di analizzarli legalmente a causa della mancanza di tecnologie adatte o di risorse umane adeguate a selezionare, filtrare e analizzare una casta quantità di dati sequestrati senza interferire con il quadro legislativo dell’Unione Europea e/o dei singoli Stati Membri.
Al fine di una approfondita analisi di queste difficoltà e delle sfide poste dalla evoluzione del mondo delle comunicazioni, un gruppo di studio, denominato High-Level Group on Access to Data for Law Enforcement (High-Level Group), è stato istituito nel 2023 con il compito di diffondere circa 42 raccomandazioni nel Maggio e nel Novembre 2024.
Sulla base delle suddette raccomandazioni, il Consiglio Giustizia e Affari Interni (GAI) ha concluso avanzando richiesta alla Commissione di definizione di una roadmap volta a identificare le misure necessarie ad assicurare un efficace e legittimo accesso ai dati allo scopo di garantire il rispetto della legge e la tutela dei principi dello Stato di diritto. La Comunicazione COM(2025) 349 final, licenziata in data 24.06 u.s., risponde esattamente all’invito rivolto dal GAI.
L’accesso legittimo cui la roadmap si riferisce è l’accesso, in un contesto di necessarie garanzie, alle informazioni digitali che le Autorità necessitano per poter attuare attività di prevenzione ed investigazione rispetto a fatti criminosi o, più specificamente, per l’attuazione di sanzioni e pene volte anche alla salvaguardia e alla prevenzione rispetto ad atti che pongano a rischio la pubblica sicurezza. Perché sia legittimo, naturalmente, l’accesso ai dati deve essere necessario, proporzionato e rispettoso dei diritti fondamentali, assicurando che privacy e dati personali siano adeguatamente tutelati: ecco perché l’accesso deve essere regolamentato e basato su regole e norme precise, nonché soggetto al controllo di meccanismi e organi indipendenti che possano supervisionare l’accesso, garantendo la possibilità di accesso a rimedi effettivi per gli individui che possano risultare in qualche modo danneggiati in ragione dell’accesso ai propri dati personali.
La roadmap in questione si sviluppa, dunque, su sei aree chiave e ad ogni area corrispondono una serie di “key actions” previste per l’operato della Commissione:
Conservazione dei dati: la Commissione nel corso del 2025 realizzerà una valutazione di impatto con lo scopo di aggiornare le norme UE sulla conservazione dei dati. Sotto questo profilo, Europol e Eurojust lavoreranno per migliorare la cooperazione tra le Autorità di contrasto e i fornitori di servizi relativamente all’accesso alle prove elettroniche.
Intercettazione legale: la Commissione individuerà delle misure tese a migliorare la cooperazione transfrontaliera per l'intercettazione legale dei dati entro il 2027, sia nei rapporti tra Autorità che tra esse e i fornitori di servizi. Tra le misure si provvederà a rafforzare, entro il 2027, l’ordine europeo di indagine e ad implementare, nel prossimo triennio, la capacità degli Stati membri, di Europol e delle altre agenzie per la sicurezza, di condividere in modo sicuro informazioni.
Informatica forense: le autorità di polizia e giudiziarie devono poter analizzare e conservare le prove digitali archiviandole su dispositivi elettronici. La Commissione effettuerà, insieme a Europol, un’analisi delle carenze per individuare le soluzioni tecniche nell'ambito dell'informatica forense, con lo scopo di sostenere lo sviluppo, tramite finanziamenti UE e accordi di partenariato pubblici-privati, degli strumenti forensi necessari. Viene chiesto ad Europol di diventare un centro di eccellenza dotato di competenze operative nell’ambito dell'informatica forense e di rafforzare le iniziative di coordinamento con le autorità nazionali e i soggetti privati, già dal 2026.
Decifratura: la Commissione presenterà, nel 2026, una tabella di marcia tecnologica sulla crittografia, per trovare delle soluzioni che possano agevolare le forze dell'ordine nell’accesso ai dati crittografati, cercando di garantire la sicurezza informatica e al contempo di rispettare i diritti fondamentali. La Commissione, in tal senso, si impegna a sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie di decifratura, dal 2030, perché Europol sia dotata di un sistema all’avanguardia.
Standardizzazione : la Commissione lavorerà, in collaborazione con Europol, gli operatori del settore, gli esperti e le forze dell'ordine, perché vi sia un approccio standardizzato dell’UE nella sicurezza interna, in particolare con riguardo all’informatica forense, alla divulgazione legale e all'intercettazione legale.
Soluzioni di intelligenza artificiale per le forze dell'ordine: la Commissione si impegna, entro il 2028, a promuovere strumenti di intelligenza artificiale per elaborare grandi quantità di dati sequestrati, secondo procedure che garantiscano standard elevati per i diritti delle persone coinvolte, e per analizzare con maggiore efficienza le prove digitali acquisite.
Con l’auspicio che l’operato della Commissione e delle istituzioni tutte possa informarsi non soltanto alle esigenze di tutela della pubblica sicurezza, ma altresì all’implementazione del principio di cooperazione giudiziaria tra Stati Membri nel totale e pieno rispetto dei diritti fondamentali, l’approvazione della roadmap e l’invito rivolto agli Stati Membri alla partecipazione alla discussione sul punto che si svolgerà nel corso del Consiglio informale Giustizia e affari interni (GAI) il 22 e 23 luglio costituiscono uno snodo importante per una Unione Europea sempre più in prima linea nel confronto con strumenti, tecnologie, necessità e sfide della prevenzione criminale nel mondo contemporaneo.
Tutto questo deve avvenire naturalmente in modo trasparente affinché sia assicurata la correttezza dei procedimenti decisionali, consentendo la partecipazione al dibattito anche della società civile e dei soggetti, quali l’Unione delle Camere Penali o le Associazioni europee degli avvocati penalisti come ECBA, che hanno a cuore la tutela delle garanzie processuali, dei diritti fondamentali dell’individuo de del giusto processo.
Roma, 11 luglio 2025
L’Osservatorio Europa UCPI
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Comunicati, Osservatorio Europa, Osservatori e Commissioni