La replica del Presidente Petrelli ad Anm e al suo Presidente
Pubblichiamo la nota di replica del Presidente Petrelli alle dichiarazione di ANM.
Il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati risponde a una nota dell’Unione malgrado la stessa rappresenti solo il 5% degli avvocati. Lo fa, per “doveroso rispetto e per educazione”. Lo fa anche, sempre stando alle sue affermazioni, perché non vuole passare per “poco educato o distratto”. Non saremo noi a ricordare al Dottor Parodi, cosa e chi rappresenti l’Unione delle Camere Penali Italiane. Per questo gli suggeriamo di rivolgersi ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati che lo hanno preceduto, che mai sono scesi a questo livello di interlocuzione, fatta eccezione per il dottor Davigo, la cui considerazione per gli avvocati è nota. Quanto al merito, che le valutazioni di professionalità che siano sette è fatto pacifico, così come lo è altrettanto che siano del tutto ineffettive. Pare che l’unico a non essersene reso conto sia proprio il Presidente del sindacato delle toghe, che sembrerebbe affermare, al contempo, che il problema delle devianze correntizie sia stato superato. Non si comprende quando questo sia avvenuto, attraverso quali strumenti e quali ne siano le evidenze. Al contrario si registrano numerose prese di posizione, sia da parte di alcune correnti della magistratura, che da parte di alcuni componenti del CSM, o di singoli magistrati che affermano esattamente il contrario. Vale la pena di ricordare una delle ultime. Il dottor Andrea Mirenda, componente togato del CSM, proprio riferendosi a una infelice dichiarazione del Dottor Parodi, il quale ha detto, a febbraio di quest’anno, in occasione della presentazione di un libro, che per risollevare l’immagine della magistratura “ci farebbero comodo due magistrati morti”, che meglio avrebbe fatto ad occuparsi dell’affarismo correntizio “che soffoca ogni spinta riformista in seno all’associazione” e impedisce che questa sia “il primo cane da guardia di un opaco autogoverno che, troppo spesso, è il primo a genuflettere i magistrati”. Se il Presidente di ANM non vuole passare per distratto può, dunque, occuparsi di questo. Quanto all’Unione, se ritiene che rappresenti poco, o nulla, può semplicemente limitarsi a non rispondere, facendo così una più bella figura.
Il Presidente
Avv. Francesco Petrelli
Roma, 5 maggio 2025
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Giunta