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Pubblicato in data 4 marzo 2024 il report annuale della Procura Europea relativo all’attività svolta nell’anno 2024

Il Rapporto 2024 della Procura Europea fa emergere le grandi potenzialità del nuovo ufficio giudiziario UE, cui però va necessariamente affiancata una sempre maggiore attenzione ai temi del diritto di difesa, cardine imprescindibile del modello di stato di diritto europeo. Il documento dell'Osservatorio Europa.

La pubblicazione del Report sull’attività di EPPO (European Public Prosecutor’s Office) nell’anno 2024 ha offerto alla Procuratrice Capo Europea, Laura Kövesi, la possibilità di rappresentare l’evoluzione dell’Ufficio del Procuratore Europeo: nell’arco degli ultimi tre anni di attività EPPO si è progressivamente affermato nella vita giudiziaria dell’Unione; parallelamente è emersa, secondo la Procuratrice, la necessità che la struttura sia oggi adeguata alla dimensione reale della sua attività.

Secondo la Procuratrice Capo il numero dei reati impattanti sugli interessi economici dell’Unione Europea si è dimostrato significativamente più sostanzioso di quanto pubblicamente ammesso o atteso; in secondo luogo, vi è oggi evidenza empirica su quanto più attrattive per la criminalità organizzata siano diventate le attività criminali e fraudolente ai danni dell’Unione Europea. Più della metà dei danni stimati nei confronti degli interessi economici UE, che sono al momento coperti dall’attività di investigazione EPPO, riguardano frodi transnazionali IVA.

La riforma della cosiddetta “architettura anti-frode EU” dovrebbe, pertanto, necessariamente, ripartire dalla considerazione di alcuni dati di realtà relativi alla dinamica criminale che interessa la lesione degli interessi dell’Unione Europea:

- nel 2024 EPPO ha trattato circa 6.547 informative di notizie di reato. Più del 70% provenivano da parti private, circa il 27% da autorità nazionali, mentre meno dell’1% originavano da segnalazioni OLAF; evidentemente, sempre a parere della Procuratrice, le istituzioni Europee necessitano di muovere un passo in avanti nel monitoraggio e nella comunicazione a EPPO di sospette frodi;

- qualsiasi proposta di miglioramento della c.d. “architettura anti-frode europea” dovrà rispondere ad alcune scomodi ma estremamente importanti interrogativi, quali, ad esempio, come sia possibile che il crimine organizzato sia in grado di sviluppare piani di frode IVA a livello industriale, nonostante tutte le pratiche e le attività strategiche condotte in campo anti-frode.

Il rapporto EPPO richiama l’attenzione sulle prerogative e responsabilità dell’Ufficio e lo fa ponendo tre interrogativi – chiave cui associa, oggi, tre risposte tendenzialmente negative: se EPPO sia ben equipaggiato per svolgere l’attività che è chiamato a svolgere; se Europol sia ben equipaggiata per fronteggiare le attività che è chiamata a svolgere; se vi sia un numero sufficiente di operatori specializzati in amministrazione fiscale e doganale specificamente dedicati al supporto di EPPO nell’organizzazione degli Stati Membri che partecipano al progetto.

Mentre al momento la risposta di EPPO a tutti questi interrogativi è decisamente negativa, l’aspettativa connessa al miglioramento dell’architettura anti-frode europea condurrà, sperabilmente, a rispondere in un prossimo futuro positivamente a tutti questi interrogativi.

Chiaramente al miglioramento della funzionalità di EPPO deve essere associata una sempre maggiore attenzione per i principi cardine dello Stato di diritto ed un sempre maggiore coinvolgimento delle difese, anche attraverso una europeizzazione dell’attività difensiva

Ecco, allora, come il report sull’attività di EPPO del 2024 ci presenta nel dettaglio il suo operato, che ha avuto il “pregio” di aver sostanzialmente condotto a far emergere un intero “nuovo continente di attività criminosa”.

Tralasciando in questa sede la parte introduttiva del report che illustra e riepiloga gli scopi, la struttura e il merito dell’attività di EPPO, così come le sezioni conclusive che riguardano principalmente l’illustrazione dei profili operativi, organizzativi e di formazione dell’Ufficio, sembra invece interessante soffermarci su quanto riportato dalla relazione a proposito dei dati aggiornati al 31.12.2024 sull’attività dell’Ufficio Centrale (che ha sede in Lussemburgo) e degli uffici delegati, situati nel territorio degli Stati Membri che partecipano al progetto.

Giova a tal proposito ricordare che le priorità e le policies di EPPO sono stabilite dal “College of the EPPO” (Collegio della Procura Europea), composto da 22 Procuratori delegati (uno per Stato Membro partecipante) e dalle Procuratrice Capo, quest’ultima nominata di comune accordo dal Consiglio e dal Parlamento Europeo: i primi svolgono un mandato di 6 anni rinnovabile, mentre il Capo dell’Ufficio svolge la sua attività sotto un mandato di 7 anni non rinnovabile.

La Procuratrice europea inoltre rende ogni anno conto dell’operato dell’Ufficio in una relazione indirizzata al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali, comparendo almeno una volta l’anno innanzi al Parlamento, europeo secondo quanto previsto dall’art. 7 del Regolamento istitutivo.

1. I dati relativi all’attività dell’Ufficio Centrale EPPO.

Per quanto concerne i dati dell’attività dell’Ufficio Centrale EPPO, il report riferisce che fino al dicembre 2024 si sono registrate circa 2666 investigazioni attive, stimando un danno ammontante a circa 24.8 miliardi di euro.  Con una stima di circa 13.15 miliardi di euro, le frodi IVA pesano per circa il 53% del danno generale stimato alla fine del 2024. La percentuale delle investigazioni circa fatti che hanno dimensione transnazionale è rimasta stabile intorno al 29% del totale delle investigazioni aperte.

Rilevante, inoltre, il dato relativo alle imputazioni formulate e ai procedimenti pendenti al cospetto delle corti nazionali su iniziativa EPPO per frode/truffa ai danni dell’Unione Europea, oggi stimati intorno ai 205 casi. In linea con l’obiettivo di concentrarsi anche sui profili relativi al risarcimento del danno, si stima che i giudici nazionali abbiano accolto le richieste di sequestro dei Procuratori Europei Delegati per almeno 2.42 miliardi di euro, mentre il valore effettivo degli assets sequestrati durante l’anno corrisponderebbe a circa 849 milioni di euro.

2. I dati relativi all’attività degli Uffici delegati EPPO.

Per quanto concerne i dati relativi all’operatività delle sedi dei Procuratori Delegati Italiani, vale a dire Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia (la sede di Catanzaro non è mai diventata operativa), il report così fotografa il quadro esistente.

Si è registrata nel 2024 l’apertura di circa 458 nuove investigazioni, a fronte di un totale di 764 investigazioni attualmente attive, di cui 149 per frodi IVA: il danno stimato relativo alle sole investigazioni aperte nel 2024 sarebbe di circa 3.48 miliardi di euro, mentre la totalità dei danni stimati per tutte le investigazioni pendenti si aggirerebbe intorno ai 7.05 miliardi di euro, di cui 4.65 miliardi di euro per le sole frodi IVA.

Sul piano dei procedimenti pendenti già nella fase del giudizio, il report indica in 175 il numero dei procedimenti penali pendenti e in 28 il numero delle decisioni assunte dai Giudici di primo grado, mentre il numero delle decisioni definitive ad oggi emesse ammonterebbe a circa 24. I procedimenti attualmente pendenti in appello sarebbero circa 4, a fronte di un solo appello presentato (ma ancora, evidentemente, non trattato): attualmente il numero di soggetti andati incontro a condanna ammonterebbe a 38, mentre il numero dei soggetti interessati da assoluzione corrisponderebbe a 4. Interessante altresì, come già brevemente rappresentato in introduzione, anche l’analisi delle fonti di provenienza delle notizie di reato trasmesse ai Procuratori delegati: dalle istituzioni, organi ed agenzie europee sarebbero giunti il numero di 8 informative (un numero, quindi, piuttosto contenuto), a fronte di 579 informative provenienti dalle autorità nazionali, di 108 sollecitate da parti private e 3 ex officio, per un totale di 698 informative di notizia di reato.

Quanto poi alle diverse fattispecie di reato individuate nelle investigazioni attive e nei procedimenti pendenti EPPO, in Italia è emerso quanto segue: circa il 33.55% dei casi riguarda frodi relative a spese non legate ad appalti; circa il 2.02% dei casi riguarderebbe invece frodi relative a spese legate ad appalti; il 5.99% dei casi riguarderebbe reati ai danni degli interessi economici dell’UE; 8.97% dei casi concernerebbe frodi fiscali non IVA, mentre il 27.29% dei casi riguarderebbe proprio frodi fiscali IVA; soltanto l’1.95% dei casi riguarderebbe il reato di corruzione e soltanto lo 0.46% casi di appropriazione indebita; il 5% dei casi sarebbero riconducibili al riciclaggio di denaro e, infine, il 14.77% dei casi riguarderebbero ipotesi di reato indissolubilmente connesse e collegate alle precedenti.

Il quadro emergente dal dettagliato rapporto dell’Ufficio Centrale di EPPO, unitamente a quanto rappresentato dalla Procuratrice Capo nella sua introduzione, lascia spazio ad una duplice riflessione: in punto di “dimensionamento” e incremento delle forze, la struttura EPPO meriterebbero, secondo l’istituzione di Lussemburgo, oggi di godere ancora di un maggior investimento e di una maggiore fiducia in ordine alle aspettative circa il suo operato e la sua funzione; stante il numero esiguo di segnalazioni proveniente dalle agenzie e dalle istituzioni europee, sarebbe auspicabile un passaggio di ulteriore intensificazione del monitoraggio sui fenomeni fraudolenti ai danni degli interessi dell’UE proprio da parte degli organismi europei ad esso preposti. Il tutto nella logica della reale implementazione della cosiddetta “architettura anti-frode dell’Unione Europea”, che costituisce oggi una delle sfide dello spazio di giustizia europeo.

Il quadro declinato dal rapporto annuale è dunque quello di una istituzione in fase di progressiva affermazione e che si sta delineando come uno dei soggetti protagonisti della vita giudiziaria nell’UE e della cooperazione giudiziaria, intesa secondo un nuovo paradigma.

L’aspettativa è che la nuova Procura sovranazionale sappia essere un modello anche in tema di buone prassi e di aderenza a standard elevati in materia di tutela dei cittadini europei, anche riconoscendo il fondamentale ruolo della difesa nelle complesse procedure che è chiamata a gestire.

A tal proposito l’Unione delle Camere Penali continua costantemente a monitorare il lavoro dell’Ufficio di Procura Europea e a interfacciarsi con le istituzioni UE anche al fine di un miglioramento della operatività dell’Ufficio insistendo per una sempre maggiore attenzione alle ragioni della difesa e al ruolo dei difensori nel nuovo contesto europeo.

A tal proposito si ricorda come da ultimo, lo scorso novembre, UCPI e l’Osservatorio Europa abbiano proposto una serie di spunti di riflessioni in tema di riforma del Regolamento EPPO, aderendo ad una consultazione lanciata dalla Commissione Europea.

Roma, 25 marzo 2025
L’Osservatorio Europa UCPI

Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Osservatorio Europa, DOCUMENTI, Osservatori e Commissioni

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