L'UCPI alla conferenza finale del progetto REUNION sul tema del reinserimento sociale dei detenuti nell’ Unione Europea
Il Progetto REUNION (https://www.reunionproject.eu/), coordinato dal Ministero della Giustizia italiano con la partecipazione di una serie di partner europei quali l’IPS-Innovative Prison Systems (Portogallo), l’Università Loyola di Andalusia (Spagna), Agenfor International Foundation (Italia), l’European Strategies Consulting (Romania), l’Università per la Pubblica Amministrazione di Brema (Germania), la Scuola Nazionale della Magistratura Giudicante ed Inquirente (Polonia) e l’Istituto Penitenziario di Baia Mare (Romania), rappresenta un passo importante verso una maggiore cooperazione nell’ambito dell’esecuzione penale europea, anche attraverso percorsi formativi rivolti agli operatori del diritto tout court intesi per migliorare la gestione del trasferimento dei detenuti e promuovere politiche inclusive che ne favoriscano la risocializzazione.
Il 6 febbraio 2025, a Lisbona, si è svolta la conferenza finale del progetto REUNION, iniziativa finanziata dal Programma Giustizia dell'Unione Europea con l'obiettivo di migliorare il reinserimento sociale dei detenuti attraverso gli strumenti della cooperazione giudiziaria. L'evento - al quale sono stati invitati a partecipare in ragione del contributo fornito agli eventi formativi nazionali gli Avvocati Federico Cappelletti ed Andrea Guido, rispettivamente co-responsabile e componente dell’Osservatorio Europa dell’Unione delle Camere Penali Italiane - ha riunito molteplici professionalità centrali nel contesto della fase dell’esecuzione della pena per discutere delle politiche di riabilitazione carceraria e delle opportunità di miglioramento degli ordinamenti giuridici nazionali.
La giornata ha avuto un focus particolare sull'implementazione della Decisione Quadro 2008/909/GAI - relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sentenze penali che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale ai fini della loro esecuzione nell’Unione Europea - che regola, anche, il trasferimento dei detenuti tra gli Stati membri, consentendo loro di scontare la pena laddove mantengano legami di carattere familiare, sociale ed economico col fine primario di favorirne il reinserimento. Uno strumento di cooperazione giudiziaria nell’UE che può dispiegare un impatto positivo anche sul sovraffollamento carcerario, ragion per cui la sua conoscenza ed applicazione risultano essere di assoluta cogenza nel nostro Paese.
La tavola rotonda ha dato spazio a una riflessione approfondita sui progressi compiuti, le difficoltà incontrate e le sfide future nell'applicazione della Decisione Quadro con particolare riferimento a Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Romania e Spagna, Paesi nei quali operano i partners del Progetto. Vi hanno preso parte esperti provenienti da tutta Europa, tra i quali l’Avv. Federico Cappelletti, che è intervenuto insieme al Dott. Stefano Opilio, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, già Direttore Generale degli Affari Internazionali e della Cooperazione Giudiziaria presso il Ministero della Giustizia, contribuendo a delineare lo stato dell’arte, le criticità e le prospettive future dell’applicazione in Italia della Decisione Quadro 2008/909/GAI, con particolare riferimento alle implicazioni per la difesa, sottolineando la necessità di una maggiore uniformità nell'approccio europeo all’esecuzione penale e al trasferimento dei detenuti.
Un ulteriore momento di grande interesse è stato la visita al carcere di Carregueira, alle porte di Lisbona, dove si sta realizzando quella visione della detenzione che prevede spazi dedicati all’affettività per garantire ai detenuti la possibilità di mantenere rapporti, anche intimi, con i propri partner.
Un passo concreto per rafforzare i legami familiari e facilitare un ritorno alla società più umano e consapevole ed in linea con quanto dovrebbe accadere anche in Italia, secondo quanto statuito dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 10 del 2024, la quale, tuttavia, allo stato, non ha avuto sviluppi concreti.
L’evento, nel suo complesso, ha rappresentato non solo un'importante occasione di confronto e approfondimento sul tema del reinserimento sociale dei detenuti in Europa, ma anche un’opportunità per rafforzare la cooperazione tra avvocati, magistrati, accademici, istituzioni e operatori penitenziari di diversi Stati membri attraverso la condivisione di buone prassi atte ad incidere sui fattori che, di fatto, limitano l’applicazione negli Stati membri di strumenti virtuosi quali la Decisione Quadro 2008/909/GAI.
L’Unione delle Camere Penali Italiane, attraverso la partecipazione a questo specifico progetto, così come agli ulteriori ove è attualmente coinvolta quale partner, intende contribuire fattivamente, condividendo le proprie competenze ed esperienze, alla promozione dell’adozione di soluzioni efficaci e concrete che favoriscano l'applicazione uniforme del diritto dell'UE nei vari Stati membri, funzionale a costruire un sistema di giustizia penale che garantisca e rafforzi i diritti fondamentali di tutti i cittadini europei.
Roma, 11 febbraio 2025
La Giunta
L'Osservatorio Europa UCPI
Fonte: Unione delle Camere Penali Italiane — camerepenali.it · Unione, Comunicati, Osservatorio Europa, Osservatori e Commissioni